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Il CAI di Susa….una settimana nella Penisola Sorrentina!


dal 28 Aprile al 5 Maggio 2016

Le foto della gita.

La costiera sorrentina è il tratto di costa campana che si affaccia sul golfo di Napoli, famosa in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica,

paesaggistica e gastronomica.
La costa prende il nome dalla città di Sorrento, nucleo centrale e luogo più rilevante della zona, dove i 60 soci della Sezione del CAI di Susa si sono installati, punto di partenza per visitare borghi e limoneti abbarbicati alle rocce a strapiombo sul mare. Testimonianze della civiltà romana e della Repubblica marinara di Amalfi si avvertono nell’architettura degli edifici in un territorio unico sospeso sull’azzurro del Mediterraneo, che da sempre il mondo ammira.
Giunti a Napoli con il TAV Freccia Rossa ed accolti dalle nostre guide Giovanni e Gian Luca, ci siamo immersi in uno scenario di straordinaria complessità e bellezza: 2.500 anni di storia rappresentati e ricostruiti da testimonianze artistiche e architettoniche di enorme valore che, nell'attuale tessuto urbano, si incrociano e si sovrappongono.
Ogni angolo della città custodisce opere di inestimabile bellezza accompagnate dalla luce cristallina del suo mare, dalle mura e dai palazzi antichi, vero e proprio Museo a cielo aperto, dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'Umanità.
La settimana di trekking, con lunghezze in Km da 10 a 18, con tempi di percorrenza da 4 a 6 ore, con dislivelli da 300 a 700 metri, è iniziata con la visita dei borghi dell’antica Repubblica marinara di Amalfi, attraverso un suggestivo itinerario lungo gli antichi viottoli che dal centro città portano a Ravello passendo per Atrani. Amalfi è il cuore della Costa alla quale dà il nome e per lungo tempo è stata una della capitali del Mediterraneo, fiorente snodo commerciale e potente flotta militare. Il centro storico ha case raccolte in un cuore di roccia e la piazza principale, con la sua bella fontana settecentesca, è dominata dal celebre Duomo con la sua imponente scalinata alta e ripida.
Ravello, aristocratica e riservata, colta ed elegante, se ne sta adagiata su una terrazza naturale a oltre trecento metri sulla costa. E’ un incanto, un giardino sospeso, un museo a cielo aperto dove il tempo sembra essersi fermato e narra dei suoi ospiti illustri da Wagner a Toscanini, da Virginia Wolf all’autore di Lady Chatterley nella suggestiva cornice di Villa Rufolo.
Il giorno dopo ecco il trekking lungo il più noto e il più selvaggio dei percorsi escursionistici del Sud Italia “Il Sentiero degli Dei” perché percorrendolo si ha la sensazione di essere più vicino
all’Olimpo che alla terra. Si parte da Bomerano e in sette chilometri si arriva a Nocelle, il borgo che guarda dall’alto (440 m) Positano lungo una strada che sfiora strapiombi vertiginosi, attraversa limonaie traboccanti di frutti, piccoli appezzamenti coltivati a vigne e, ancora, grotte naturali e ruderi di antichi eremi. Lo sguardo si ubriaca letteralmente di paesaggi infiniti fino a toccare Li Galli e Capri all’orizzonte. Dopo una lunga discesa a gradini Positano si offre in tutta la sua magia. Il paese, aggrappato al costone del monte, sembra un presepe con le sue luci, le stradine che si inerpicano, gli agrumeti, le terrazze incorniciate dalle buganville, le scalette ripide, la grande cupola maiolicata della Chiesa parrocchiale. Un incanto!
Altra tappa è l’affascinante itinerario ad anello sulla tracce della Dea Minerva con partenza ed arrivo da Sorrento, attraverso i casali della penisola, gli uliveti sulle tracce degli antichi romani. Sant'Agata sui Due Golfi, deve il suo nome alla posizione unica in cui si trova, fra i golfi di Napoli e di Salerno. I "Due Golfi" possono essere osservati dal Monastero delle Monache Benedettine sito sulla collina "Il Deserto", che si trova nelle immediate vicinanze del centro santagatese e che domina la città di Sorrento.
Il giorno dopo, abbiamo affrontato un percorso ad anello sul confine naturale tra la penisola sorrentina e la costiera amalfitana, di fronte all’isola di Capri, per scoprire l’area marina protetta di Punta Campanella (dove in passato probabilmente sorgeva il Tempio di Minerva) e la Baia di Jeranto. Per i Romani era il Promontorio Minervae, luogo leggendario, nelle cui acque le Sirene incantatrici avevano la loro dimora e dove Ulisse le avrebbe incontrate durante il viaggio di ritorno a Itaca.
Il mercoledì, partendo in battello dal porto di Sorrento, è stato dedicato alla scoperta dell’“altra” Capri, percorrendo un sentiero a cavallo (Passatiello) tra Capri e Anacapri, salendo alla vetta del Monte Solaro e ridiscendendo a Marina Grande attraverso la mitica scala Fenicia, composta attualmente da 921 scalini, per una lunghezza totale di 1,7 km. D'obbligo in ogni caso la deviazione all'eremo di Cetrella, aggrappato a un balcone-belvedere naturale di roccia. Risale al XIV sec. fondato dai Certosini e poetico luogo di isolamento e di preghiera.
Il centro storico di Capri, che non ha bisogno di presentazione, si articola in due nuclei abitativi: uno sviluppatosi intorno alle Case Grandi dopo il 1300; l’altro, sul lato nord ma molto più antico, sorto nel secolo XI.
La massiccia elevazione del Monte Solaro regala dalla sommità (589 m) una vista spettacolare sull'isola di Ischia e sui Golfi di Napoli e Salerno.
Il più famoso edificio di Anacapri è la Villa San Michele, che fu fatta costruire dallo scrittore e medico svedese Axel Munthe come propria residenza, adattando un antico convento dedicato appunto a san Michele, e che oggi è una frequentata meta turistica, anche per il suo splendido giardino. Non lontano è la chiesa monumentale di San Michele (XVIII secolo) con il famoso pavimento in maioliche di Napoli.
L’ultimo giorno è stato riservato alla visita della necropoli di Pompei, agli scavi archeologici e ai principali monumenti della città sommersa dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.c. (Tempio di Giove, Teatro grande e piccolo, Casa del Menandro e Anfiteatro).
Un grazie al past President Emilio Reynaud per aver organizzato la settimana escursionistica, alle guide Giovanni, Gian Luca e Marco per la loro disponibilità e simpatia nonché a tutti i partecipanti alla settimana verde per l’affiatamento dimostrato durante l’intero soggiorno.

Eligio Alasonatti

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