RICORRENZE

CAI Consiglia

Lo Scarpone

Gran Sasso (Abruzzo)


Luglio 2012

Le foto della gita.

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, che comprende il territorio di tre Regioni (Abruzzo,Lazio e Marche), cinque Province e quarantatré Comuni, è stata la meta ed il piacevole soggiorno per una settimana verde di 43

soci del CAI di Susa.

L’area protetta, istituita nel 1955, può vantare presenze ambientali da  primato, come il massiccio del Gran Sasso d’Italia (2912 mt), che domina il paesaggio, stagliandosi ad est, con il suo maestoso “Paretone” ed a meridione sull’altipiano di Campo Imperatore, il più vasto della penisola; il Lago di Campotosto, il bacino artificiale più esteso del continente ed il ghiacciaio del Calderone, l’unico dell’Appennino ed il più meridionale d’Europa.

Verso nord, ai confini settentrionali, si osservano i profili più dolci della catena dei Monti della Laga,con la vegetazione di faggio,abete bianco,cerro e castagno.

La flora pone l’area protetta, con ben 2400 specie censite, tra le prime in Europa per biodiversità vegetale mentre la fauna si presenta al gran completo con il camoscio appenninico (animale simbolo del Parco) insieme al lupo e al cervo.
Il soggiorno è stato caratterizzato da itinerari a piedi su percorsi naturalistici alquanto impegnativi che hanno permesso di visitare ed apprezzare le bellezze naturali, cogliendo l’offerta di un grande patrimonio storico-artistico, archeologico e culturale.
Alle alte quote, dove le cime sfiorano i tremila metri, una natura monumentale e solenne ci ha lasciati affascinati.
Per entrare nella giusta atmosfera del Gran Sasso e scoprire i segreti più reconditi della zona, sono state fondamentali le cinque giornate di trekking , con tempi di percorrenza da 3 a 6 ore, con dislivelli in salita da 500 a 1.100 metri .
Il nutrito programma ci ha consentito particolari suggestioni quali:
1° il monte “Il Cimone di Santa Colomba” anche conosciuto con il nome di “lucertolone” dove si trova l’eremo di Frà Nicola,eremita che visse da quelle parti negli ultimi anni del 19° secolo occupandosi della manutenzione di una serie di chiesette di montagna, quali quelle di Santa Colomba, di San Nicola a Corno e di San Cassiano.

2° La vetta occidentale del Gran Sasso “Corno Grande” (mt.2912) scalata partendo dal piazzale dei Prati di Tivo con una cabinovia; proseguendo su un sentiero, che passa tra colossali massi, si raggiunge il Rifugio Franchetti, la Sella dei due Corni, il ghiacciaio del Calderone per giungere in vetta lungo un crinale di ghiaie e roccette.
3° Il monte Camicia che fa parte della catena settentrionale del Gran Sasso. La vetta si trova a 2564m e si raggiunge dal rifugio di Fonte Vetica a 1620m nella piana di Campo Imperatore
Arrivati sulla cresta è stato possibile apprezzare molte specie di fiori, in particolare la stella alpina variante appenninica in piena fioritura ed avvistare cinque camosci, reinseriti dagli operatori del parco nazionale.
Dall’alto si gode uno splendido panorama sulla piana di Campo Imperatore a sud e sulle colline agricole del teramano e del pescarese a nord.
4° La Val Maone, la scoperta dell’ultimo giorno, è stato un itinerario lungo e vario che attraversa una delle più belle vallate del Gran Sasso.
Costeggiando le severe pareti del Corno Piccolo ci siamo deliziati con una piacevole rinfrescata nelle cascate del Rio Arno , per proseguire in salita e percorrere una bellissima piana.

Ma non solo vette!
La maestosità del Gran Sasso è anche esaltata da borghi che incantano e luoghi di culto che emozionano.
Tra i tanti, incastonati nella natura integra ed incontaminata, si segnalano i borghi: a) Petracamela, piccolo borgo abbarbicato alla montagna con il suo pugno di case a nido d’aquila, posto su un roccione a contrafforte del Gran Sasso; b) Castelli, piccolo Comune medioevale appartenente al Club dei borghi belli d’Italia, famoso per le sue ceramiche e maioliche.
Occorre inoltre citare Isola del Gran Sasso, che ci ha ospitato, paese situato ai piedi del monte omonimo, nel cuore di un’ampia e suggestiva vallata, che vanta una storia antichissima e prestigiosa.
Nel corso di secoli, Isola ha attirato Santi e monaci, raccolti in eremi e conventi.

Secondo la leggenda vi fece tappa anche San Francesco, il quale fondò un convento che si sarebbe poi trasformato nell’attuale sontuoso ed imponente Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, patrono dell’Abruzzo.

Infine una visita impegnativa è stata la scoperta dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, uno dei quattro laboratori sotterranei più grandi del mondo in cui si realizzano esperimenti di fisica delle particelle, astrofisica delle particelle e astrofisica nucleare.
Situati tra le città di L’Aquila e Teramo, a circa 120 km da Roma, i Laboratori sono utilizzati come struttura a livello mondiale da 900 scienziati provenienti da 29 paesi diversi,impegnati in circa 15 esperimenti in diverse fasi di realizzazione.
Non posso terminare senza ringraziare il Presidente ed i soci del CAI sezione di Isola del Gran Sasso, che ci hanno accompagnato, assistito in tutte le fasi del nostro soggiorno.
Ci auguriamo per il prossimo anno di poter ripetere un’altra esaltante avventura.

Eligio Alasonatti

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