Domenica 19 Luglio 2026
Una quindicina di soci CAI, domenica19 luglio, in una splendida, fresca e ventosa giornata di sole, si sono lanciati per una escursione risalendo la Valle di Susa fino al colle del Moncenisio per scendere in
territorio francese a Lanslevillard e proseguendo per la Valle dell'Arc sino a Bonneval sur Arc, nel Parco Nazionale della Vanoise, per deviare infine a destra per il villaggio di l'Ecot a 2.030 mt.
Bonneval-sur-Arc, uno dei villaggi più belli di Francia, gemellato con Les Baux de Provence, fatto di case di villeggiatura in pietra e tetti in scisto che, approfittando dei suoi lunghi inverni (da 6 a 7 mesi) produce vari tipi di artigianato (tessitura, falegnameria, ceramica, ecc.) che vengono venduti ed esposti nella bella stagione. Per lo sport invernale offre una stazione sciistica con 32 km di piste sul lato a ridosso delle montagne italiane.
Il sentiero inizia a l’Ecot e passa per la Tuilière, il Plan Sec per raggiungere il rifugio del Carro a 2.760 metri e comincia ad inerpicarsi con una serie di tornanti e traversi impegnativi su prati a pascolo e torrenti che precipitano dai ghiacciai con tumultuose e scintillanti cascate di acqua limpida e lucente mentre si aprono scorci sempre più belli sulle montagne circostanti.
Raggiunto il Rifugio del Carro a 2.760 mt ed i suoi due laghi di colori diversi, si procede sul sentiero che si inerpica tra pietrisco e sfaciume che ci condurrà alla nostra meta a 3.122 mt.
Sullo spartiacque tra Italia e Francia il panorama che si apre dinnanzi ai nostri occhi è grandioso con vista a 360 gradi sul Gran Paradiso, sul Nivolet con la strada che unisce il Piemonte e la Valle d’Aosta, sul gruppo delle Levanne, sulla Grande Aiguille Rousse, sul Corno del Carro, sulle Grivole, sul Monte Rosa e sul versante del Parco Nazionale del Gran Paradiso con le sue perle naturali come i laghi Agnel, Serù e Lillet mentre sul versante delle Valli di Lanzo, l’Albaron e le montagne vicine, a me tanto care. Sulla cima dopo la croce di ferro, ci sorprende una
impressionante collezione di ometti, che pare un cimitero a ricordo delle miriadi di alpinisti che hanno raggiunto la vetta.
Rimane comunque un luogo e paesaggio magico!
Dopo le foto di rito ed una sosta per rifocillarci, riprendiamo la discesa e ritorniamo a l’Ecot, stanchi ma felici, dopo un dislivello totale di mt. 1.100 circa e tempo di salita di 3.40 h. circa.
Grazie a Presidente Claudio Rolando per aver organizzato questa splendida escursione che rimane una delle più belle proposte dalla nostra sezione.
Eligio Alasonatti