RICORRENZE

CAI Consiglia

Lo Scarpone

Champagny en Vanoise (Francia)


30 Gennaio 2011

Alcune foto della giornata.

Le scarse precipitazioni nevose di questo inizio 2011 hanno imposto la modifica di alcune delle prime gite previste in calendario, costringendoci ad andare alla ricerca di nuove alternative. 

La nostra commissione gite si è così messa al lavoro e i nostri esperti “segugi della neve” in quattro e quattr’otto hanno individuato il nuovo obiettivo: CHAMPAGNY EN VANOISE, grazioso centro di sport invernali che offre anche

un’ampia scelta per lo sci nordico con il suo comprensorio di Champagny le Haut.

All’appuntamento di piazza d’Armi oltre al pullman di Orsola c’era ad attenderci un altro ospite inatteso: la neve!

Proprio quella neve che tanto avevamo cercato aveva deciso di farsi viva con più di 20 cm di spessore caduti durante la notte.

Non sono certo questi pochi centimetri di neve a spaventarci , per cui Guido, ingranata la marcia, ci conduce sicuro verso il tunnel del Frejus dove ci attende la seconda sorpresa “metereologica” della giornata: appena sbucati a Modane al posto della neve troviamo una bella giornata di sole!


Proseguiamo così il nostro viaggio seguendo la valle della Maurienne, raggiungiamo Albertville e poco dopo svoltiamo verso sud-est fino a raggiungere Bozel da dove, sulla sinistra, inizia la salita che in pochi km ci porta a Champagny; qui proseguiamo ancora per un paio di km finchè si apre davanti a noi il vasto pianoro innevato al cui centro si colloca il grazioso paesino di Champagny le haut, una manciata di case raccolte intorno alla caratteristica chiesetta nel cuore del parco della Vanoise. 


Ultimati tutti i preparativi (biglietti, scarpe, sci e generic di “conforto” alimentare) siamo pronti per partire; dal centro fondo antistante il parcheggio partono tutte le piste di fondo del comprensorio. 


Per i principianti o per che vuole iniziare con un giro di riscaldamento c’è subito la pista gialla, un anello di pochi km pianeggiante e molto facile; la pista nera invece, si inoltra verso la parte alta della valle: oltrepassato il torrente si prosegue con una alternanza di leggere salite, parti pianeggianti e altri tratti più impegnativi, fino a giungere ad un grazioso gruppo di case, località Le Laisonay, proprio ai piedi delle due cime più importanti del Parco della Vanoise: la Grande Casse subito a destra e la Grande Motte più in fondo; inoltre, per completare il quadro, alla nostra sinistra fa bella mostra di sé la cascata du Py, avvolta dal ghiaccio che timidamente inizia a sciogliersi sotto il debole sole invernale; da qui, dopo un breve giro panoramico, la pista ritorna indietro verso il punto di partenza con una divertente e rilassante discesa .

 

La pista blu unvece si sviluppa nella parte bassa del paese; la partenza, in leggera discesa, ci fa attraversare un bel bosco di pini da dove, ad un certo punto, si scorge a pachi metri dal tracciato, la spettacolare Tour de glace, una imponente struttura artificiale completamente ricoperta da uno spesso strato di ghiaccio e letteralmente presa d’assalto dagli amanti delle cascate di ghiaccio (…verremo a sapere più tardi che che Franco volle tentare l’impresa di scalare la cascata con le ciaspole !!!); superato il bosco, la pista prosegue su un panoramico pianoro fino a costeggiare il laghetto di La Couaz per poi iniziare il ritorno verso la partenza seguendo il fiume con una leggere salita mai troppo impegnativa. A poca distanza dall’arrivo della pista blu, una deviazione a destra permette l’ingresso nell’anello di 2,2 km della pista rossa; qui il percorso si fa più impegnativo, nei 2 km sono concentrate salite, discese e dislivello, un ottimo percorso completo di tutto.

Abbiamo ancora un po’ di tempo a ancora un po’ di energia,per cui decidiamo di completare la giornata affrontando anche la pista verde, l’ultima che ci rimane da scoprire.

La pista verde si sviluppa anch’essa nella parte bassa del paese ma sul lato opposto alla pista blu, vale a dire sul lato più soleggiato della valle.

Dopo una prima facile salitella iniziale si sfiorano le case di Champagny en Haut per poi procedere verso il fondovalle con un andamento prevalentemente pianeggiante o in leggera discesa; una svolta a destra seguita da una dolce salita ci porta verso il fianco della montagna, sulla via del ritorno; decidiamo di fermarci un attimo per raccogliere le ultime forze quando ci accorgiamo che a pochi metri sopra di noi un bellissimo stambecco sta tranquillamente godendosi l’ultimo sole della giornata brucando qua e là ciuffi d’erba senza preoccuparsi della nostra presenza.

Lasciamo il nostro amico stambecco e proseguiamo per la nostra pista che in pochi km di leggera salita ci riporta al punto di partenza.


Il sole sta iniziando a scendere, la temperatura scende anche lei ma nel nostro gruppo sale l’allegria e la soddisfazione per la giornata che si conclude come da “tradizione” con un bicchiere (…o anche due) del caldo e rinfrancante vin brulè!


Lasciamo così Champagny ed il suo splendido e soleggiato paesaggio, ripercorriamo a ritroso la strada dell’andata e come per magia, usciti dal tunnel del Frejus, ci rituffiamo nel paesaggio invernale innevato della valle: la neve che è venuta a trovarci stamattina è rimasta lì ad aspettarci!

M.M.

 

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