RICORRENZE

CAI Consiglia

Lo Scarpone

Poesia : "Pandemia perenne (gli untori siamo noi)"


 Poesia del nostro socio prof. Riccardo Quarello.
In occasione del solstizio d’estate, tradizionalmente considerato occasione di riflessione su quanto maturato nel precedente semestre, mi permetto di inviarvi una poesia (“Pandemia perenne, gli untori siamo noi”, tratta dalla raccolta inedita “Alla ricerca

d’una nuova aurora”), relativa alla pandemia in corso: con essa ci associamo ad altre voci più autorevoli per segnalare il nesso sottile che la lega al malessere avvertito più in generale da parte dell’umanità di tutti e di ciascuno, e dell’intera natura, a scala planetaria.

Mentre resto in attesa di un vostro eventuale riscontro, mi auguro di potervi presto confermare l’incontro già previsto a Torino per il 5 maggio u.s., di presentazione, discussione e sviluppo delle tesi contenute nell’opera “Per un nuovo modo d’essere umani”, non appena il Centro Studi Piero Gobetti, d’intesa con il Polo del Novecento, lo riprogrammeranno e ce ne daranno conferma.

Pandemia perenne
(gli untori siamo noi)


gli untori siamo noi / i portatori sani
i roditori umani / compari dei marrani
pesanti abbiamo i cuori / ed avide le mani
sbiaditi i volti e i riti / tutt’altro che puliti


nel mondo intimidato inanimato
nel mondo inamidato imbalsamato
dagli aruspici tristi / gli umanisti
artisti e vocalisti / mercatisti


garanti del come e dello stato
specialisti di ciò ch’appare dato
da gran tempo logoro e datato
ma ai tanti per moderno ancor spacciato


noi veri travestiti e pervertiti
noi mai pentiti / autentici banditi
noi scellerati armati di menzogne
noi topi delle fogne noi sciacalli
nel bianco vuoto delle vostre calli


noi che vi divoriamo sino all’osso
e vi affibbiamo ciò ch’avete addosso
e vogliam per voi menti dementi
e il vostro cuore gelido all’ardore
di tutto ciò che nutre il vostro amore


noi che succhiam lo spirito a voi altri
per trasformarvi in tanti saltimbanchi
nel nostro circo che non ha riposo
dove lo sterco trasformiamo in oro
a soffocare il vostro verde alloro


noi ch’alle nostre femmine mettiamo
in testa paglia / in bocca ciò che taglia
e in mano e tra le gambe la mitraglia
della nostra impaniante seduzione


a far di questa terra la magione
d’esperti macchinari sanguinari
e d’incerti rosari da falsari
recitati alle spalle dei più savi


a barattare onore e cognizione
a accettare di vivere in prigione
a farvi rassegnare alla tortura
che infliggiamo alla vita e alla natura


per oscurare in voi scienza sicura
in cerca d’emozione e compassione
e ferma ribellione ed invenzione
di novella e franca interazione


per costruire limpida inclusione
e nuova e fresca determinazione
per maturare alta emancipazione
e dolce e immensa e calda remissione


Gravere (To) Solstizio d’estate, giugno 2020 Riccardo Quarello

Privacy Policy