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Il CAI di Susa in Grecia…dalle Meteore al Monte Olimpo


Dal 21 al 27 Settembre 2019

Grecia, quasi per tutti, significa isole e mare, mitologia e civiltà.
Atterrati a Salonicco ed accolti dalla nostra guida Michalis, degno discendente degli antichi greci, medico, colonnello dell’esercito, guida alpina in Valle

d’Aosta, accompagnato da suo figlio Vassili, dieci soci della Sezione del CAI di Susa si sono affacciati su una Grecia diversa che spazia dal complesso dei Monasteri di Meteora al Monte Olimpo ed al “Parco nazionale di Vikos”.
Dopo un viaggio di 260 Km, passando dalla Macedonia greca alla Tessaglia, ecco il complesso di Meteora, un luogo adatto alla meditazione e alla vista spirituale, costituito da un gruppo di rocce alte e ripide, coronate da monasteri, eremitaggi e celle.
Fin dal lontano XI secolo le sue numerose caverne, vicino a Kalambaka, vennero trasformate in eremi per il monachesimo Ortodosso. 
Il paesaggio è straordinariamente incantevole e affascinante, fenomeno unico con circa un migliaio di altissime pareti, che ricordano da lontano, un bosco “pietrificato”.
Lasciato dietro di noi il pittoresco paese di Kastraki, siamo saliti alla sommità di queste rocce selvagge, arrivando a Meteora là dove sorgono i monasteri. Il percorso è tutto delizia e magia e la bellezza della natura ci porta all’estasi dello spirito. In tutto a Meteora ci sono 24 monasteri, tutti costruiti sulle falesie di arenaria e raggiungibili con le scale scavate nella roccia. Dei 24 antichi monasteri solo 6 sono ancora intatti e visitabili: cinque solo per gli uomini, nel sesto vivono anche le donne.  
I primi eremiti apparvero nell'XI secolo, ma è solo durante l'impero Ottomano, nella seconda metà del '400, che Meteora iniziò a fiorire. I monaci ortodossi trovarono rifugio dalle persecuzioni turche in posti remoti e difficili. Per raggiungere i monasteri bisognava scalare i pioli in legno gettati in basso con una rete. Oggi i gradini sono stati scavati nella roccia e insieme ad un ponte permettono l'accesso ai monasteri, come Grande Meteora, Varlaam, San Nicola, Roussanou, Santo Stefano e quello della Trinità.
Ripreso il viaggio, dopo 160 Km, giungiamo a Litochoro, paese ai piedi dell’Olympo, la montagna più alta (mt. 2917) e maestosa della Grecia. Non è una semplice montagna, è la Casa degli Dei, da dove secondo la mitologia greca, Zeus in persona scagliava le sue saette e dove le divinità greche banchettavano. 
Con un trekking di 2 giorni lo abbiamo scalato fino in cima, partendo da Prionia al termine della strada carrozzabile, seguendo il sentiero attraversato per buona parte dal bosco e a 2100 metri sul livello del mare abbiamo raggiunto il Rifugio Spilios Agapitos, detto anche Rifugio A, piuttosto affollato da escursionisti di ogni tipo e di nazionalità diverse, attratti dall'aspirazione di salire il monte degli dei.
Il giorno successivo è iniziata la salita alla vetta, camminando in un ambiente di alta montagna, prima per prati erbosi e poi su terriccio e pietrisco, in direzione della cima Skala, a quota 2866 m., dalla quale si vedono tutte le cime principali del monte Olimpo: verso est svetta cima Mitikas (2917m.) la vetta principale; più oltre cima Stefani (2909m.) terza vetta in altezza e considerata il trono di Zeus Olympos; verso nord si vede cima Skoliò (2911 m.) seconda cima del gruppo.
Imbragati e legati in cordata, dalla cima Skala inizia il tratto finale, non difficile ma quello più impegnativo della salita, scendendo un intaglio nella montagna che come una porta aperta conduce ad un traverso che richiede un po' di attenzione e l'uso di mani e piedi.
Finalmente, felici e contenti, ecco raggiunta la cima Mitikas, vetta dell'Olimpo, indicata da un cippo con la bandiera greca.
Dal monte il panorama, a 360 gradi, è grandioso: a est la penisola Calcidica; a sud la pianura della Tessaglia; a ovest il gruppo montuoso del Pindo; a nord la Macedonia Centrale.
Ultima tappa, dopo 280 Km. di viaggio, abbiamo scoperto una inaspettata Grecia nella Regione dell’Epiro con il suo più grande Parco Nazionale, a nord della città di Ioannina: un dipinto accattivante di una natura selvaggia e intatta, con la sua attrazione principale, costituita dalla gola di Vikos, un fenomeno geologico unico, una fessura nella terra con una lunghezza di 20 km, profondità 900 metri e larghezza di circa 1.000 metri.
Un grazie particolare agli amici Claudio Rolando (ideatore, responsabile del tour) e Lino Chiolero, autisti a tempo pieno, per la loro disponibilità nonché a tutti i partecipanti alla settimana greca per l’affiatamento dimostrato durante l’intero soggiorno.

Eligio Alasonatti

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