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Il CAI di Susa e le Dolomiti di Auronzo di Cadore


Dal 7 al 14 Settembre 2019

Il CAI di Susa e le Dolomiti di Auronzo di Cadore – una settimana di escursioni e scalate.

Paesaggi da cartolina, verdi pascoli, guglie vertiginose, tramonti infuocati, accoglienti rifugi

, scalate impegnative, questo ed altro ancora ci ha riservato la splendida settimana escursionistica sulle Dolomiti, trascorsa da una schiera di 50 soci, durante la quale essi hanno potuto sbizzarrirsi praticando alpinismo ed escursionismo.
Dopo una breve visita alla diga del Vajont a Longarone, la nostra base è stata Auronzo di Cadore, rinomata località di vacanza delle Dolomiti Bellunesi, situata nella parte più settentrionale del Veneto, che comprende il Lago di Santa Caterina e alcuni tra i gruppi dolomitici più belli, unici al mondo e patrimonio dell’Unesco, come le Tre Cime di Lavaredo.
Qui siamo stati accolti calorosamente dalla signora Emma Da Rin e dai figli Elena e Paolo Pais, titolari dell’Albergo Centrale.
La prima tappa del nostro viaggio è stata Cortina d’Ampezzo, la regina delle Dolomiti, grazie alla sua posizione geografica, situata in una splendida valle ed attorniata da monti famosi in tutto il mondo.
Il primo impegno escursionistico della settimana, è stata la scoperta dell’anello “Croda da Lago” con l’omonimo lago ed il Rifugio Palmieri, meglio conosciuto col nome di Rifugio Croda da Lago e la Val di Formin.
Il secondo giorno abbiamo affrontato una impegnativa salita, raggiungendo il Lago di Sorapis, uno dei luoghi più belli del comprensorio, rimanendo incantati davanti a questo lago dalle acque turchesi, con bianche pareti rocciose e dolci pascoli sullo sfondo, adagiato a 1.900 m di quota e molto frequentato da italiani e stranieri.
Il terzo giorno, partendo dal passo Falzarego (mt. 2105), il primo gruppo CAI ha raggiunto in funivia il monte Lagazuoi (mt.2752), un vero e proprio "castello di roccia", con guglie, torrioni e basi militari nascosti nelle sue viscere.
Nel corso della Grande Guerra gli eserciti italiano e austro - ungarico scavarono al suo interno ricoveri per uomini e armi, trasformandolo in un' impenetrabile fortezza del XX secolo.
Accompagnati dalle parole di un rievocatore in divisa austriaca, abbiamo ascoltato la storia della Prima Guerra Mondiale raccontata con garbo e dovizia di particolari sui luoghi stessi in cui si svolsero.

Scendono a piedi, oggi si possono visitare le gallerie, trincee e postazioni restaurate del Museo all'Aperto della Grande Guerra e conoscere i retroscena di una guerra drammatica combattuta ad alta quota.
Il gruppo dei più audaci si è invece cimentato con la salita del gruppo dei monti Averau- Nuvolau (mt. 2435), una tra le più appaganti escursioni che si possano fare nelle Dolomiti
Con una splendida giornata di sole, il giorno dopo ci siamo avvicinati alle Tre Cime di Lavaredo (mt.2999) che sono tra le montagne più famose delle Dolomiti.
La fama di qui questi grattacieli naturali attira tutti gli anni moltissimi visitatori i quali hanno la possibilità di ammirare lo spettacolo dei colori, dalle tonalità grigio pallido fino al rosso infuocato, che regalano momenti di magia e indelebili sensazioni.
Arrivati al lago di Misurina (mt. 1756), bacino naturale più vasto del Cadore e conosciuto anche come “Perla delle Dolomiti” per la sua bellezza, il pullman ha raggiunto il rifugio Auronzo (mt. 2320). Di qui è iniziato il percorso a piedi fino al rifugio Lavaredo ed alla forcella omonima, intravedendo in lontananza il rifugio Locatelli.
Uno spettacolo mozzafiato con le maestose Tre Cime di Lavaredo, il Teston Rudo, la Croda dei Rondoi, la Torre dei Scarperi, il Monte Mattina, la Torre Toblino ed il Sasso di Sesto.
Ed ancora: il Monte Paterno, Torre di Toblin e la Croda Passaporto, meta dei nostri scalatori.
Visitato due piccoli laghetti alpini, attraverso il Col Forcellina e la Forcella di Mezzo, siamo riusciti a fare il giro completo delle Tre Cime.
Il giorno dopo, sotto un sole settembrino, i soci escursionisti hanno affrontato una giornata più rilassante, raggiungendo il rifugio Lunelli da Valgrande (Terme delle Dolomiti) e proseguendo con una salita che porta nel Vallon Popera, dove spiccano le pareti della Croda Rossa e il Passo della Sentinella, raggiungendo il rifugio Berti.
Ben più impegnativa è stata l’ultima scalata dei soci arditi che hanno affrontato i costoni di Croda Rossa sopra Val Fiscalina (in territorio altoatesino).
L’ultima località visitata è stata la nota località alto atesina di San Candido, ai confini con l’Austria.
La settimana si è conclusa sulla via del ritorno con un pranzo presso un ristorante di Sirmione (BS) ed una visita turistica a Peschiera del Garda (VR).
Grazie agli organizzatori, il CAI di Susa ha raggiunto un’altra importante tappa del programma annuale.

Eligio Alasonatti

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