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Quando eravamo… (pare l’eccesso/un misero successo)


14 Agosto 2018

Ci hanno cresciuto nella convinzione che il progresso scientifico-tecnico abbia un andamento lineare ed inarrestabile, e la intrinseca capacità di garantire alla società "sorti magnifiche e

progressive", o come dicono alcune Costituzioni, la felicità per tutti e per ciascuno.
Poi arrivano eventi come quello del crollo del viadotto Morandi sul Polcevera, a Genova, del 14 agosto u.s., e ci accorgiamo che un'opera che sembrava un monumento in calcestruzzo, destinato a durare all'infinito, ha finito per sfasciarsi, facendo non poche vittime.
In realtà, il progresso scientifico-tecnico non ha necessariamente una traiettoria lineare, e portatrice di benessere sociale ed ambientale. Qualche studioso ha fatto notare che l'Ottocento ci ha messo a disposizione invenzioni pulite e sostenibili come l'elettricità, il motore elettrico, la ferrovia; mentre il Novecento ci ha regalato l'uso dei combustibili fossili, il motore a scoppio, e l'inquinamento ambientale (oltre che la bomba atomica). Recentemente poi, l'arch. Piano ci ha ricordato che quando si costruisce, bisognerebbe costruire per far durare l'opera...almeno 1000 anni; è di buon senso aggiungere che abbiamo tuttora in piedi ponti medioevali e ponti romani; e Torre Eiffel e Ponte di Brooklyn sono stati costruiti, ben prima del Viadotto di Genova, in acciaio, e risultano in perfette condizioni.
Ho provato a esprimere sinteticamente quanto sopra nel testo "Quando eravamo..."
Riccardo Quarello

Quando eravamo…
(pare l’eccesso/un misero successo)

Quando eravamo/un po’ più che primati
forse fra tutti/i meno ammantellati
le cose sapevamo/fabbricare
per quanto le avevamo/a far durare

quanto amore/durava una capanna
più o meno una vita/zana e zanna
un corno/l’usavamo da bicchiere
non meno/di cento primavere

durava un arco/il tempo necessario
ad un guerriero/a fare l’inventario
di ciò che era capace/di cacciare
cibo vero al suo gruppo/a procacciare

molto di più durava/la memoria
ché ancora da inventare/era la storia
novelle ogn’ora e antiche/le leggende
stelle alle rotte/di chi al sole tende

oggi che ci pensiamo/semidei
senza difetti o scrupoli/né nèi
oggi che ci fingiamo/re e signori
della natura/cui rubiamo gli ori

del cielo esploratori/e dell’inferno
fomentatori/tra interno ed esterno
esiliati dai campi/dell’eterno
ciechi all’esterno/svuotati all’interno

facciam gli struzzi/innanzi ai calcestruzzi
di plastica invadiamo/anche gli spruzzi
arroventiamo il clima/ed un deserto
rendiamo il globo/spento il suo concerto

pare il progresso/il gesso di un regresso
pare l’eccesso/un misero successo

 

Genova, 14 agosto /Gravere (To), 21 agosto 2018                        Riccardo Quarello

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