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Austria 2008:
Settimana corta in Austria nel Parco Nazionale degli
Alti Tauri con le due ruote ed il cavallo di S.
Francesco

Camminare e pedalare con ritmi lenti, non rientra nella
cultura della fretta, bensì in quell’orizzonte del
viaggiare, del “viator” che costituisce la dimensione
dell’esploratore, sia dell’ambiente che ci circonda
nonché dentro di se stessi.
E’ difficile per la nostra cultura ed a causa dei ritmi
frenetici della vita moderna, apprezzare il valore della
lentezza, nel suo profondo significato etico, pedagogico
e morale.
Seguendo percorsi non eccessivamente impegnativi con
ritmi lenti, significa rifiutare il turismo asettico,
frettoloso e spesso superficiale degli spostamenti
in automobile, vuol dire poter tranquillamente parlare,
scherzare e guardare attorno.
Significa ricercare una dimensione più vera, più a
contatto della natura, sentire la brezza sul viso,
percepire i profumi, i suoni e le immagini, scambiare da
vicino gli sguardi ed i sorrisi con le persone che si
incontrano.
Significa rallentare l’attimo fuggente e ridurre lo
spazio da esplorare, quindi poter ammirare, entrare in
piena sintonia nell’atmosfera di un paese, scoprendone i
minimi particolari che di solito sfuggono
all’osservatore ansioso.
Spesso chi dimostra di accettare di buon grado la
fatica, suscita stupore ed ammirazione e tale stato di
cose non fa che facilitare e rendere più spontanei i
contatti umani con gli abitanti dei luoghi visitati.
In ogni parte del mondo si riconosce che muoversi a
piedi o in bicicletta, costituisce un sistema di
trasferimento non invadente e tantomeno aggressivo;
proprio sulla base di tale considerazione, si è ovunque
ben accetti.
Esplorare il mondo seguendo tale filosofia, vuol dire
ritrovare un sistema itinerante più vicino alle
esperienze dei grandi viaggiatori del passato.
Apprezzando questa appassionanti sensazioni, ben 44 soci
del CAI, dal 28 giugno al 2 luglio, hanno trascorso un
periodo di vacanza al cospetto delle più imponenti vette
dell’Austria, alla scoperta del Parco Nazionale degli
Alti Tauri.
La base logistica è stata insediata nell’accogliente
Hotel Gruner Baum della cittadina di Zell am See,
stupenda località di villeggiatura e sports invernali
del Salisburghese, situata sulla riva occidentale di un
pittoresco lago.
Gli itinerari ciclabili e pedestri, sono stati
preventivamente programmati dai valenti organizzatori
Silvia e Roberto Corti che, nel loro peregrinare in
avanscoperta, riescono sempre a scoprire i luoghi più
suggestivi e soddisfare le esigenze di tutti i
partecipanti in rapporto alle rispettive prestazioni
atletiche.
Per gli appassionati della bicicletta, la prima pedalata
si è svolta lungo la pista della Zillertal, nel mentre
il giorno successivo, è stato percorso il primo tratto
della famosa ciclabile dei Tauri che da Krimml lungo il
fiume Salzac, raggiunge Salisburgo, elegante e fascinosa
città dove la musica di Mozart che qui nacque nel 1756,
ancora oggi aleggia nell’aria.
Successivamente
proseguendo l’itinerario ciclabile dei Tauri, dopo aver
fatto il giro attorno al lago Zeller see, la gita si è
conclusa a Sankt Johann in Pongau, dove è stato
possibile ammirare attraverso percorsi attrezzati e
gallerie artificiali, le famose gole del Liechtenstein,
attraversate con fragore dal fiume Grossarler, il quale
a monte forma una cascata alta 60 metri.
Infine un gruppo di ciclisti ha concluso in bellezza
l’ultima tappa in programma lungo la ciclabile della
Saalachtal, attraversando incantevoli paesi formati da
edifici mirabilmente decorati ed ingentiliti da giardini
e da balconi con fiori variopinti. Un altro gruppo di
elementi superdotati ed allenati, si è cimentato lungo
un duro percorso sull’Edelweisspitze, con un dislivello
di mt. 1814.
Ovviamente in questo gruppo di ardimentosi vi era il
segusino Germano Croce che nonostante la sua non più
verde età, può fregiarsi di un invidiabile guinness dei
primati; egli in questi ultimi tre anni e precisamente
dal mese di luglio del 2005 a tutt’oggi, tutti i giorni
sia lavorativi che festivi, e con qualunque tempo che ci
fosse, pioggia, neve, vento o solleone, ha percorso
50.000 chilometri, quindi molto di più della
circonferenza della terra e superato 450.000 metri di
dislivello, pari a circa 50 volte l’altezza
dell’Everest.
Per quanto riguarda le gite a piedi, gli escursionisti
hanno potuto sbizzarrirsi lungo i sentieri che
raggiungono i numerosi rifugi fra i quali il Krimmler
Tavernhaus e fare una ascensione allo Schmittenhone, dal
quale si gode un panorama di incomparabile bellezza.
Ma unitamente all’attività ludico-sportiva, ampio spazio
è stato riservato al turismo culturale e naturalistico.
Oltre all’orrido del Liechtenstein come già detto, sono
state visitate le impressionanti cascate di Krimml, che
si annoverano fra le più alte d’Europa.
Non poteva ovviamente mancare anche una visita alla
grotta di ghiaccio più grande del mondo, l’Eisriesenwelk,
situata nella catena montuosa del Tennengebirge.
Durante il viaggio di ritorno a Susa, quasi come fosse
la ciliegina sulla torta, è stata percorsa la famosa
strada alpina che conduce alle pendici del ghiacciaio
del Pasterze e della piramide del Grossglockner che con
i suoi 3.798 metri, è la più alta montagna dell’Austria
e può considerarsi il clou delle bellezze geologiche e
naturalistiche della Carinzia.
Purtroppo le cose belle finisco presto; ora la vacanza
rigenerante per il fisico, la mente e lo spirito, che ha
instillato suggestioni e sensazioni di gioioso
stupore di fronte a tanta bellezza, è solo più un
ricordo che rimarrà indelebile nella memoria di tutti i
partecipanti.
Roberto Follis
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