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2007, si celebrano i
135 anni
dalla fondazione della sezione di Susa

135°
SEZIONE VAL DI SUSA
Alla
Rocca d’Ambin tra passato e presente
ALPINISMO STORICO IN VALLE DI SUSA
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135° SEZIONE VAL DI
SUSA
Certamente il
tratto dell’arco alpino occidentale che fa corona alle valli
convergenti su Torino era percorso, già da tempo, da cacciatori ed
alpigiani. Ma se poco più a nord, e precisamente nelle Valli di
Lanzo, l’esplorazione alpinistica a scopo di osservazione
scientifica si può datare 150 anni or sono con le salite ad opera di
Antonio Tonini alle Uja di Ciamarella, Bessanese e Mondrone, nella
Valle di Susa la prima ascensione nota, nel gruppo che domina il suo
lato settentrionale, è la salita di Martino Baretti alla punta
Sommeiller nel 1871 e, ad opera dello stesso, quella alla Pierre
Menue del 1875.
E’ quindi evidente che in quella data l’attività alpinistica, che
muoveva appassionati e studiosi dalla città ai monti, era già
fervida e vi erano, quindi, i presupposti per il costituirsi di
centri di riferimento associativo.
In tale clima storico e culturale nel luglio del 1872 vede la luce,
ottava dopo la fondazione del CAI, la Sezione di Susa, i cui scopi
statutari erano mirati alla conoscenza dei monti della Valle,
mediante l’organizzazione di escursioni, ascensioni e esplorazioni
scientifiche.
In tali attività, la vita sezionale si distinse particolarmente con
opere quali l’istituzione di una stazione meteorologica per
l’osservazione degli eventi atmosferici di tutta la Valle e, ancora,
la costruzione di tre rifugi: lo Scarfiotti, il Monte Nero, e della
Rho.
In epoca più recente, dopo la ricostituzione della Sezione nel 1977,
è da segnalare la costruzione di tre bivacchi e il recupero, il
tracciamento e la segnalazione di sentieri, tratti dei quali sono
compresi nella "Via Alpina".
A quelli che un tempo erano obiettivi prioritari, altri si sono
aggiunti riguardanti la vita ed il territorio montano. In
particolare, le problematiche concernenti l’urbanizzazione e le
infrastrutture dei fondo valle di cui la Val di Susa è, suo
malgrado, al centro dell’attenzione politica e, di conseguenza, dei
media.
In tale ambito la sfida è sicuramente importante, come può essere
importante il ruolo che spetta alle Sezione della Valle
rappresentate dai 3.000 soci dell’Intersezionale Valli di Susa e
Sangone.
Dalla parte del CAI sta una tradizione di tutela del territorio in
una visione umanistica (non necessariamente antropocentrica!), priva
di fondamentalismi. Ed è proprio ispirandosi a tale concetto che
deve riaffermarsi, nel presente e nel futuro, la ragion d’essere del
nostro Club.
Consapevole di tali responsabilità, unitamente al riconoscimento di
quanto fin qui fatto dalla Sezione, intendo esprimere un forte e
sentito Augurio per la sempre maggior diffusione del nostro
messaggio associativo quale elemento trainante di una cultura per la
montagna.
Excelsior!
(Annibale Salsa)
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